NAPOLI E LA SUA METRÓ D’ARTE

                                            Dopo vent'anni di attesa

 un cuore che corre veloce...

Nel caldo petto napoletano sta per battere velocissimo tra le sue arterie il corso di una delle stazioni di metrò più affascinanti al mondo, dopo vent’anni d’attesa.

Il motivo del prolungamento dei lavori è da giustificarsi con il ritrovamento di resti archeologici risalenti anche al 2 d.c. che hanno intralciato gli scavi. Tra le bellezze che sono state baciate dal sole dopo secoli di buio terroso ci sono: tombe intarsiate, statue e un Gymnasium, tempio dei giochi isolimpici voluti dall’ Imperatore Augusto intorno al 2 d.c. I pezzi di antiche civiltà saranno visibili dal cuore pulsante di Napoli, piazza Nicola Amore. La piazza, emblema di un crocevia d’anime e di corpi che si scontrano sul palcoscenico della storia prende vita con il progetto ideato da Massimiliano Fuksas e dalla moglie Doriana Mandrelli. Si tratta di una cupola di vetro trasparente che permetterà la visione in presa diretta dei resti archeologici, come in un tempo trasversale e sospeso, un microcosmo in un cosmo. Inoltre la trasparenza del vetro alleggerirà il volume al centro della piazza, una bolla temporale in balia del vento della storia che soffia tra le epoche. La fermata Duomo sarà intreccio tra passato e presente, un momento sospeso tra la velocità dell’andare e il fermarsi a ricordare che senza passato non esiste futuro.

                                                                                                    Maria Paola Puoti