Dopo 51 anni il Prof Oberdan Vicario incontra un suo allievo

  A Cervino, in occasione della presentazione del libro di Maurizio De Giovanni

               Il Prof. Oberdan Vicario, dopo 51 anni, incontra il suo allievo.

                                       Servizio a cura di Mimmo Campagnuolo

La storia che si porta a conoscenza dei lettori non appartiene ad un libro di favole, ma è autentica realtà ed io ho avuto il privilegio di assistere ad una scena a dir poco emozionante. I protagonisti in questione (nella foto) sono il Prof. Oberdan Vicario (S. Maria a Vico) e Maurizio De Giovanni (Napoli), un bravissimo scrittore di polizieschi.

Un breve passo indietro: dopo l’inaugurazione della Biblioteca civica intitolata al “Prof. Michele Vigliotti”, situata presso la sede dell’Associazione Cermes For Arte e Cultura di Cervino, i promotori hanno dato vita ad un vero salotto letterario ospitando vari scrittori. A seguito di un appuntamento virtuale, il Dott. Maurizio De Giovanni è stato invitato in Associazione: è stato chiaramente un onore per l’intera comunità di Cervino e per tutto il comprensorio avere come ospite uno degli scrittori italiani che vanno per la maggiore e i suoi libri sono in grado di catturare chi li legge in maniera totale.

Presso il teatro Padre Serafino di Piazza Madonna delle Grazie, lo scrittore Maurizio De Giovanni è stato intervistato dal socio Andrea Vigliotti e a seguire ha firmato le copie del suo ultimo libro, “Angeli per i bastardi di Pizzofalcone“: un romanzo giallo appassionante che ha come protagonisti i celeberrimi poliziotti di Pizzofalcone, visti anche in televisione nel 2021. Tra il pubblico presente il Prof. Oberdan Vicario che, dopo 51 anni, ha rivisto il suo allievo Maurizio De Giovanni: un incontro davvero bello e toccante! Negli anni ’70 il Prof. Vicario, insegnante di Educazione Fisica al Liceo “Pontano” di Napoli, ha avuto, tra i suoi allievi, proprio De Giovanni, attualmente uno dei giallisti più apprezzati d'Italia.

È sempre emozionante rivedere, dopo mezzo secolo, il proprio insegnante del Liceo e riandare con la mente agli anni della gioventù, quando l’ora della ginnastica era un momento di gioia, di divertimento, di spensieratezza, nello spirito dell’amicizia, anche goliardica, e della sana competizione sportiva. Immaginiamo, a ruoli invertiti, le riflessioni del Maestro dinanzi all’allievo divenuto famoso, grazie anche alle lezioni ed alla disciplina impartite negli anni della crescita giovanile. Nella foto l’affettuosa dedica.