Il CROLLO DEL CIMITERO DI MADDALONI

Il CROLLO DEL CIMITERO DI MADDALONI

La parola “cimitero” proviene dal tardo latino cimiterium e dal greco koimeterion propriamente “luogo ove si va a dormire”. E il rapporto con questo luogo di riposo da sempre, è stato importante e delicato, basti pensare agli antichi greci, per i quali  la sepoltura era di fondamentale importanza. Infatti, qualora un defunto non avesse avuto la possibilità di riceverla, era destinato a vagare senza fine in una zona sotterranea posta al di fuori dell'Ade vero e proprio. Erano gli spiriti femminili della Morte, le "kere", che accompagnavano i defunti sepolti, ai cancelli dell'Ade. Per i romani il destino dei morti senza tomba era simile a quello contemplato dai greci, anche se alcuni autori come Virgilio affermavano che dopo cento anni anch'essi potevano accedere all'Ade. Il cimitero insomma è un luogo triste e dolce, depositario di tradizioni, legami affettivi e senso di appartenenza alla comunità. In questo viaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti, ci sono stele e urne, colonne e iscrizioni, bassorilievi e sculture di sapore quasi foscoliano e leopardiano.  Passeggiando tra quelle sculture e all’ombra degli alti cipressi, in quella situazione di pace e serenità si trova la dimora fisica dei propri cari, ed è a loro che si fa visita, perché andando lì si ha davvero la certezza di sentirli vicini, quasi di toccarli, per loro sono i fiori più profumati e le candele più durature, la frase più dolce o l’oggetto più caro. Bisognerebbe custodire e prendersi cura di certi posti, ma non è quello che è accaduto pochi giorni fa a Maddaloni dove è crollata la struttura all’interno del cimitero denominata “Concezione Nuova”. Il crollo è avvenuto durante la notte, per fortuna si è evitata una tragedia; sarebbe colpa di un’infiltrazione d’acqua il crollo dell’intera congrega della “Concenzione Nuova” che si è accartocciata su se stessa. Due sono le indagini in atto: uno di carattere tecnico da parte dei tecnici del Comune di Maddaloni; l’altra invece penale da parte della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. La questione più delicata resta il riconoscimento dell’identità delle salme coinvolte nel crollo. In tutto ciò, si fa drammatica anche la situazione relativa alla sepoltura di persone decedute in questi giorni e che, data la chiusura, non possono essere tumulate nel locale cimitero, considerato anche che l’ipogeo, ove si praticava l’inumazione, è finito sotto le macerie. Di fronte a tale situazione mancano davvero le parole, non aggiungiamo altro, restiamo in attesa di ulteriori sviluppi.

Valentina Rienzo